Forse noi siamo la prima generazione detestata dai nostri figli .
Siamo i cosiddetti "Boomer" quelli nati nel periodo della risalita economica e del risveglio industriale. . . anche se noi poi eravamo troppo piccoli per rendercene conto.
In realtà ci sentiamo più legati agli anni del nostro ingresso nel mondo reale , cioè i settanta /ottanta del Novecento. Anni di tentativi sofferti di rivoluzione e crescita personale e comune ma anche di terrorismo devastante i primi, ed anni di ripiego su se stessi, edonismo e ricerca estetica , i secondi .
Abbiamo poi vissuto i novanta, da giovani adulti in cui cominciavano a nascere i nostri primi figli e i post Duemila in cui i nostri figli sono cresciuti .
E per quale motivo sentiamo da parte loro un così pesante risentimento ?
Ci accusano, come noi non avremmo mai fatto con i nostri genitori nonostante tutto, di aver lasciato loro un pianeta in declino climatico ed energetico e ancor di più una società decadente e destinata alla rovina sia etica che monetaria . Ci accusano praticamente del male del mondo di oggi.
Una generazione la nostra che aveva sicuramente dei sogni, non sempre percorsi, e che ha bene o male ripreso le tracce di quella precedente da noi certamente criticata , ma non odiata . Siamo riusciti a condurre una vita , ad avere delle cose un lavoro, una casa, una famiglia cioè tutto quello che loro spesso non riescono ad avere con le stesse possibilità.
Non dico che sia del tutto sbagliata come ragione ma il J'accuse generazionale mi sembra ancora una volta un modo grossolano di guardare alla realtà. Come gira il mondo oggi , sembra quasi che il risentimento abbia soppiantato qualsiasi altro sentimento e prendersela con chi ti ha messo al mondo è, comunque lo guardi, un atteggiamento infantile e poco costruttivo.
Personalmente sono cresciuta con un' etica ambientale e sociale che non ho mai abbandonato. La mia formazione è stata tutta rivolta ad un atteggiamento di cura e rispetto dell'altro e l'ho fatto mio da sempre. Fatico parecchio a confrontarmi con questo pensiero perché non mi riconosco colpe che siano così generiche.
Anche se non sempre e non tutti i figli puntano il dito e inveiscono, io penso che questo modo di sentire il gap generazionale è profondamente sbagliato e non apporta nessuna buona evoluzione nei rapporti . Perché poi ogni step generazionale porta in sé sia semi della crescita che certe " malattie ereditarie ", ma è direttamente responsabile delle proprie scelte politiche .
La fiducia latita da ambedue le parti, ma io ricordo con orgoglio e tenerezza mia madre che diceva di essere cresciuta con me, seguendomi e partecipando alle mie esperienze attraverso un dialogo continuo e presente . Sembra una cosa banale da dire, ma forse l'amore coltivato tra le persone anche di diverse generazioni è ciò che ci fa sentire parte di un flusso benefico che ci porta in avanti e che da un senso alla parola futuro.