La Tempesta (
tratto liberamente dall'opera di W. Shakespeare)
Lo spettacolo inizia presentando gli attori, come delle figure
neutre che si spogliano dei loro abiti per rivestire quelli dei loro
personaggi. Si comincia ...
E da qui anche la narrazione scenica, il regista degli
avvenimenti è Prospero ex Duca di
Milano, grande esperto di magia, tradito ed esiliato dal fratello Antonio e
costretto a vivere con sua figlia Miranda in un’isola sperduta del Mediterraneo
. Da tempo l’unica compagnia per loro è quella di due esseri ridotti in
schiavitù , il fedele Ariel spirito
leggero dei venti e un essere selvatico
dalla forza sovrumana, Calibano .
Ariel su di un'altalena anima la scena insieme a Prospero che con i
movimenti del corpo rivela le intenzioni della sua mente che si agita come il mare. Prospero e Ariel creano il
piano della vendetta sul palco, in una sorta di danza , l'uno servo e l'altro
padrone agiranno la magia.
Insieme muoveranno i
personaggi soggiogati da Prospero come
delle marionette , ma per far questo occorre portarli tutti lì, sull'isola. Il
convoglio navale con a bordo il re di Napoli Alonso ed Antonio l'usurpatore,
passerà davanti a loro e niente potrà salvarli dalla terribile Tempesta scatenata dal sortilegio .
Ariel soffia in una boccia piena d 'acqua sotto gli ordini del
mago, e la tempesta avviene. Questo è un momento bello davvero, la scena accompagnata dalla musica rivela nel
micro ciò che avverrà. Ma la tragicità
del naufragio imminente si stempera nel sorriso di Ariel , essere fiducioso.
Gli attori entrano in scena a gruppi, perché il naufragio li ha portati
sull'isola ma non tutti insieme.
E così conosciamo le loro storie, Ferdinando il bel figlio del
re quando vede Miranda inizia con lei
un ballo amoroso fatto di leggeri tocchi e giravolte, si innamorano e questo è
il primo segnale per Prospero . Pur di
restare accanto a Miranda, il principe accetta le pretese di Prospero che lo
vuol mettere alla prova.
Si può uscire dal furore cieco della vendetta per cercare altre
vie più aperte. Il re Alonso,
stupendamente rappresentato solo da una corona ed un fioretto è sempre in
compagnia del consigliere Gonzalo, che prodiga consolazioni perché il re -
corona è disperato, pensa di aver perso il figlio Ferdinando . Gonzalo è molto
divertente con le sue espressioni allibite e la sua fedeltà alla
"corona" . Nella vicenda si
incrociano altre combutte , tra Calibano e Trinculo , due esseri basici che non
combineranno nulla . Occorre un
soluzione al Caos.
Prospero alla fine dell'impresa ha promesso la libertà ad Ariel che tanto la
desidera.
Il Mago allora riunisce tutti
nella sua grotta, è il momento della verità, ma invece di punirli, vedendoli
pentiti, decide di esercitare su di loro la più grande delle magie, il Perdono.
I personaggi sono liberati e gli attori dismessi i loro panni si
rivestono davanti al pubblico che partecipa alla catarsi sciogliendosi in un
lunghissimo applauso .
Un altro lavoro ben fatto della compagnia del Teatro della
Ribalta- Kunst der Vielfalt di Bolzano, condotti dalla regia di Antonio Viganò
e dalle cure tecniche di Melissa Pircali e Paola Guerra .