lunedì 1 giugno 2026

 

La Tempesta ( tratto liberamente dall'opera di W. Shakespeare)

 

Lo spettacolo inizia presentando gli attori, come delle figure neutre  che si spogliano dei loro abiti per rivestire quelli dei loro personaggi.  Si comincia ...                    

E da qui anche la narrazione scenica, il regista degli avvenimenti è  Prospero ex Duca di Milano, grande esperto di magia, tradito ed esiliato dal fratello Antonio e costretto a vivere con sua figlia Miranda in un’isola sperduta del Mediterraneo . Da tempo l’unica compagnia per loro è quella di due esseri ridotti in schiavitù , il fedele Ariel  spirito leggero dei  venti e un essere selvatico dalla forza sovrumana, Calibano .

Ariel su di un'altalena anima la scena insieme a Prospero che con i movimenti del corpo rivela le intenzioni della sua mente che si agita  come il mare.  Prospero e Ariel creano il piano della vendetta sul palco, in una sorta di danza , l'uno servo e l'altro padrone agiranno la magia.

 Insieme muoveranno i personaggi soggiogati  da Prospero come delle marionette , ma per far questo occorre portarli tutti lì, sull'isola. Il convoglio navale con a bordo il re di Napoli Alonso ed Antonio l'usurpatore, passerà davanti a loro e niente potrà salvarli dalla terribile Tempesta  scatenata dal sortilegio .

Ariel soffia in una boccia piena d 'acqua sotto gli ordini del mago, e la tempesta avviene. Questo è un momento bello davvero, la scena  accompagnata dalla musica rivela  nel micro ciò che avverrà.  Ma la tragicità del naufragio imminente si stempera nel sorriso di Ariel , essere fiducioso. Gli attori entrano in scena a gruppi, perché il naufragio li ha portati sull'isola ma non tutti insieme.

E così conosciamo le loro storie, Ferdinando il bel figlio del re  quando vede Miranda inizia con lei un ballo amoroso fatto di leggeri tocchi e giravolte, si innamorano e questo è il primo segnale per Prospero .  Pur di restare accanto a Miranda, il principe accetta le pretese di Prospero che lo vuol mettere alla prova.

Si può uscire dal furore cieco della vendetta per cercare altre vie più aperte. Il re  Alonso, stupendamente rappresentato solo da una corona ed un fioretto è sempre in compagnia del consigliere Gonzalo, che prodiga consolazioni perché il re - corona è disperato, pensa di aver perso il figlio Ferdinando . Gonzalo è molto divertente con le sue espressioni allibite e la sua fedeltà alla "corona" .    Nella vicenda si incrociano altre combutte , tra Calibano e Trinculo , due esseri basici che non combineranno nulla .   Occorre un soluzione al Caos.

Prospero alla fine dell'impresa ha promesso la libertà ad Ariel che tanto la desidera.

Il Mago allora  riunisce tutti  nella sua grotta, è il momento della verità, ma invece di punirli, vedendoli pentiti, decide di esercitare su di loro la più grande delle magie, il Perdono.

I personaggi sono liberati e gli attori dismessi i loro panni si rivestono davanti al pubblico che partecipa alla catarsi sciogliendosi in un lunghissimo applauso .

Un altro lavoro ben fatto della compagnia del Teatro della Ribalta- Kunst der Vielfalt di Bolzano, condotti dalla regia di Antonio Viganò e dalle cure tecniche di Melissa Pircali e Paola Guerra .

 

                

 

Holly

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"..Davvero pensi che non ti abbia capito..."

Lothlorien

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" Là dove tutto il mondo s'incontra in un solo nido"