martedì 20 luglio 2010

Il club delle sorelle------8

Aveva smesso di piovere da un quarto d'ora .
All'ultimo,  prima di terminare il loro passaggio sulla città , le nuvole avevano scaricato un 'acquazzone forte e rumoroso, da cui era impossibile uscire asciutti  anche con l'ombrello.  Poi il sole aveva di nuovo fatto capolino e tutto era tornato come prima, un fine pomeriggio di primavera temperato come quello del giorno precedente , se non fosse stato per le pozzanghere sui marciapiedi.
-" La tempesta , in un bicchier d'acqua .... rovesciato!"-  pensava Giovanna toccandosi le punte dei capelli freschi di taglio. Stava affacciata alla finestra, un pò sovrappensiero, cercava di rilassarsi con un giochino che faceva da quando era una bambina ...fissava qualcosa , una nuvola in cielo ,una foglia su di un ramo,un'auto per la strada e poi  sfuocava l'immagine e piano piano le si apriva un'altro orizzonte.  Non avrebbe saputo dire cosa vedeva, ma era un altro mondo  con colori e suoni  che arrivavano attutiti e  lei si sentiva fluttuare in un universo parallelo e diverso.
Un posto felice, come  aveva raccontato alla sua amica del cuore tanti anni prima, con tanta luce e dove si poteva stare bene , ma per poco tempo...la realtà ritornava senza essere richiesta e sempre all'improvviso.
Quel pomeriggio aveva accompagnato i bambini di Miriam dalla zia  e poi era andata a prenderla all'ospedale, dove il padre era stato ricoverato.    Miriam era piuttosto provata, e lei l'aveva lasciata piangere un pò seduta accanto in macchina e poi l'aveva spinta a raccontare.
A volte parlare mette in ordine i pensieri e questo aiuta a prendere le possibili distanze o perlomeno decomprime .
Guidando con attenzione, l'aveva riportata a casa  e in quel tratto di strada aveva potuto sentire dentro di sè tutta l'afflizione di Miriam, come se si rovesciasse  senza riuscire a fermarla.
Giovanna si immedesimava così intensamente , da arrivare  a provare le  sensazioni  altrui e con troppa facilità  rimanerne coinvolta.
Non aveva più tanta voglia di parlare o di raccontarsi ora, non le importava nemmeno più se le sue amiche avrebbero colto la vibrazione che la attraversava, era stanca di farsi domande per oggi.
Quello che desiderava di più era passare la sera con le amiche ed  "Il Libro".
Si sarebbero trovate tutte verso le otto e mezza davanti a casa di Miriam,  così da vedere in che stato fosse e poi decidere se trascinarla al ristorante o metterla a letto con un sonnifero. La seconda ipotesi però avrebbero cercato di evitarla.
La sera arrivava con una brezza da ponente, montava di ora in ora,  Giovanna prese un bel respiro e decise che era venuto il momento di ripulirsi dagli  umori della giornata  e con un pò di sforzo ritrovare la serenità.
E 'serenità' , ha in sè la radice della parola 'sera', appunto. 
Il cerchio si stava ricomponendo, gli allarmi della giornata avrebbero cessato di suonare . La luce calava d' intensità ed era l'ora di dedicarsi al loro ' sabba ' preferito... mangiare insieme qualcosa di esotico e poi accoccolarsi sui divani di Marianna ad  ascoltare il nuovo libro scelto per l'occasione, a chi toccava leggere stasera ?
Giovanna aveva scelto il testo, si trattava di un romanzo breve di E.E.Schmitt ,   l'avrebbe introdotto , ma  poi la lettrice della serata sarebbe stata  Giulia , che usava la voce come calibro delle sue emozioni.
Toccava a lei, e ci avrebbe messo l'afflato migliore che aveva, così da rendere il viaggio  perfetto,  per tutte.

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Holly

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"..Davvero pensi che non ti abbia capito..."

Lothlorien

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" Là dove tutto il mondo s'incontra in un solo nido"