sabato 16 luglio 2011

L'ho letto e penso che...


La misteriosa fiamma della regina  Loana  -  U. Eco - ed Bompiani -2004

“Non ce la faccio ad abbandonarmi. Voglio sapere chi sono. “ pag 415

Yambo   il protagonista del romanzo ha quasi sessant’anni, una moglie, due figlie e dei nipoti. Di mestiere si occupa  di libri antichi. Ad un certo punto della sua esistenza, dopo un malore  improvviso che lo ha fatto finire in ospedale, si ritrova  nella nebbia di chi non riesce più a ricordare. Ha memoria del mondo, ma non del suo mondo.  Nelle soffitte della vecchia casa dei nonni a Solara  cerca se stesso,  ma riesce a ritrovare solo le immagini e le testimonianze di quelli che sembrano essere stati  i suoi anni di formazione. Ritrova  frammenti di una storia famigliare e generazionale: sono tantissime  illustrazioni di personaggi  tratte da libri e fumetti d'epoca.  Le foto che riportano i volti dei suoi famigliari però non li percepisce come pezzi appartenenti alla sua esistenza ,ma come immagini di persone che non  riesce a riconoscere con il cuore.  Nel paradosso di aver perso  memoria della propria memoria, Yambo riesce in qualche modo a ricostruire una storia da cui sa di provenire, ma non ottiene di sentirla e comprenderla come parte della propria intima esperienza vissuta. E’ proprio lui stesso che viene  a mancare, non riesce a ritrovarsi lì dove dovrebbe stare. Manca il suo specifico, la sua individualità.  Il resto è solo storia.   Il nodo sta nel rapporto tra vicenda personale e storia collettiva, la memoria individuale attraverso il ricordo delle sensazioni  e non solo dei pensieri e delle azioni ci dà  in qualche modo  una certezza di aver vissuto.  Yambo nel solaio dove trova tante testimonianze del passaggio di generazioni della stessa famiglia, ha di nuovo un malore.   Non riuscire a ricollegare il sapere di aver amato disperatamente, ricordo recuperato dalla memoria del suo migliore amico,  al volto della persona amata forse lo travolge .   Entra in coma e da lì comincia il suo viaggio interiore.  L’altra parte della sua vita, quella legata alle emozioni e che sembrava perduta, da questo momento riaffiora. Nella nebbia,  dell’incoscienza dovuta al coma , ma paradigma costante di tutto il romanzo , Yambo  cerca di unificare le due metà della sua esperienza.   Tutta  la vicenda, come un gorgo, porta alla ricerca dei tratti di un particolare viso femminile.  L’approdo è il desiderio di ricordare i tratti del volto di Lila, il suo primo amore.  Il saper di aver amato, è  come una garanzia di aver vissuto, per Yambo alla fine non così  scontato .  Il viso di Lila ,  passa per le immagini della regina Loana, protagonista di un fumetto anni ’30 e della sua misteriosa fiamma che dà la vita . Si tratta di un attimo, l’ immagine di Lila, potrebbe ricongiungere le due parti di sé e Yambo  potrebbe svegliarsi e riprendere la vita da dove si era interrotta. Da questo punto in poi. Perché non è possibile allontanarsi da se stessi  forse neanche dopo la morte.

  D’altra parte,se sognassi soltanto, perché il sogno non dovrebbe essere così generoso da restituirmi anche  il viso di Lila ? “ (pag.416)

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Holly

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"..Davvero pensi che non ti abbia capito..."

Lothlorien

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" Là dove tutto il mondo s'incontra in un solo nido"