sabato 19 giugno 2010

il club delle sorelle -------4

Marianna correva sempre.  Le sue giornate sembravano non avere abbastanza ore...
Adesso stava correndo in auto sotto una pioggia  battente per andare a recuperare la sua primogenita che aveva perso il treno ed era rimasta fuori città , in una piccola stazione dei sobborghi.
Lisa era iscritta al primo anno di storia e studiava per un esame a casa di un'amica.
-" Pronto, mamma? Ciao sono io, mi puoi venire a prendere, sono rimasta a piedi !!"-
-"Tesoro, ma dove sei? E poi scusa il treno che fine ha fatto?...Va bene dammi le coordinate, arrivo."-
Il richiamo dei suoi due cuccioli , che per la verità erano abbastanza grandi ormai, era  inderogabile per lei, perciò nonostante i numerosi impegni che affollavano le sue giornate, in genere mollava tutto e correva da loro.
Mentre guidava, pensò che quella sera sarebbe uscita con le amiche e sorrise tra sè, forse pian piano sarebbe riuscita ad ottenere del tempo per sè, visto che da molto  ormai l'unica via di fuga erano i libri.  La lettura le apriva porte su nuovi paesi, modi di pensare e vivere diversi dai suoi . Pagina dopo pagina entrava nel  quotidiano dei protagonisti, come se vivesse una vita parallela, leggere le piaceva proprio tanto.
Dedicare il proprio tempo agli altri era stata una sua ben ponderata scelta, ma da un pò si era resa conto che stava esaurendo le motivazioni.  Non sarebbe mai mancata ai suoi impegni, ma doveva trovare qualcosa che la rifornisse di energie e di nuovi desideri.
Perchè una cosa le era sempre stata chiara...i desideri delle persone, quelli più intimi e profondi, muovevano tutto .
Soffocarli non  era una buona scelta perchè ritornavano in forma di recriminazione, assecondarli senza un minimo di spirito critico portava a sbagliare strada,  la cosa migliore da fare era analizzarli e capire da che parte di noi arrivavano e poi  portarli ... 'all'avverazione'!
Che bella parola 'avverazione', forse l'aveva inventata lei, forse no, ma rendeva l'idea.
Sorrise tra sè.  Per quella sera avrebbe avuto un desiderio nuovo di cui parlare con le sue amiche.
Erano le cinque del pomeriggio, il cielo scuro di pioggia, filtrava una luce metallica .
La primavera era inoltrata, ma sembrava aver dimenticato il suo lavoro . Il proemio all'estate stava venendo male. Mancavano la luce ed il calore necessari per poter germogliare nella bella stagione....
Il semaforo passò al  verde e  Marianna ripartì veloce.

1 commento:

Anonimo ha detto...

"Non si ha una vita se non la si racconta. Anzi,quello che fa una vita è la narrazione della vita stessa.Quello che ogni individuo fa ,in definitiva,è di raccontarsi costantemente...Disporsi a capire il senso della propria esperienza richiede una storia e le storie devono avere alla base un'idea dei rapporti umani."J.BRUNER

Continuo a leggerti...in attesa che LE AMICHE SI INCONTRINO...Laura

Holly

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"..Davvero pensi che non ti abbia capito..."

Lothlorien

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" Là dove tutto il mondo s'incontra in un solo nido"