martedì 18 maggio 2010

raccontami....12

Si stava alzando il vento della sera, quello che precede il rosso del tramonto e spazza via il caldo della giornata agostana.
In silenzio Anna ed Ester tornavano a casa dalla spiaggia,ognuna assorta nei suoi pensieri.
Era stato bello passare un pomeriggio così, senza far nulla, cullate dai ricordi. Ester avrebbe voluto che la madre le parlasse ancora di suo padre, perchè ogni volta era come se tassello ,dopo tassello la sua storia prendesse senso e forma. Si sentiva meglio, i ricordi le davano una dimensione temporale e aveva bisogno di riempire "il grande vuoto",come lo chiamava lei.
Si disse che avrebbe dato un pò di respiro a sua madre e allora avvicinandosi all'orecchio di Anna chiese -"Mamma possiamo andare in pizzeria stasera ?"-
Ester ora, la guardava supplicante.
Anna sorrise, era un pò stanca per la verità ,ma non si può farsi vedere sempre stanchi e afflitti da una figlia adolescente...e così disse di sì.
Dopo l'incidente stradale che aveva coinvolto Deva ed Ester , quella era la prima giornata in cui sembrava di essere tornate alla loro solita vita. O quasi.
Sei mesi prima li aveva salutati tutti e due ,un pò in fretta e con la schiuma del dentifricio in bocca. Erano le sette e mezza di un mattino d'inverno come tanti e Deva accompagnava a scuola la figlia per poi andare in studio a lavorare. Anna aveva sentito, dal piano di sopra, il loro solito chiacchericcio e dopo un - "Ciaoo mammaaa!"- ,sbattere la porta d'ingresso . Aveva anche pensato che non riuscivano mai a non farla sbattere forte quella benedetta porta, era tornata alle sue faccende e poi al suo computer.
Un'ora più tardi il telefono aveva squillato, ed era andata a rispondere con un mucchio di pensieri in via di organizzazione che le vagavano in testa '...un grosso incidente nei pressi della scuola media di Ester..in ospedale ...o dio!! ..corro....'
Quando Anna era giunta in ospedale sia Deva che la figlia erano in sala operatoria.
Anna sentiva freddo, aveva il cervello spento perchè non voleva pensare a nulla. Non voleva che qualche suo pensiero interferisse nel destino, soltanto sperava nella forza della vita.

2 commenti:

monica ha detto...

stupore, io che odio le cose a puntate adoro pensare che accendendo questo coso tu hai messo li un regalo. oltre alla curiosità dell'e poi? è il pensiero del tempo che ci hai dedicato, questo il regalo più grande. Quando ho visto la tua foto con max mi sono emozionata come se avessi ricevuto una foto dai parenti americani che non vedo da tempo...adesso tutti sanno quanto sono stupida...tvb monica

Anonimo ha detto...

hei... un attimo! Questa cosa non era nei patti.
Cosa ci faccio in una sala operatoria a questo punto del racconto? Ho una spiacevole sensazione...e non credo che quello che hai in mente sia gradito ai lettori. Tra l'altro, ho decine di pazienti in cura. Per esempio,Ehm.. ti ricordi la signora Lupi? Bene... deve finire un ciclo di antibiotici e non sta affatto bene. Non vorrai che abbandoni quella simpatica donna proprio ora vero?
Insomma Gioia, pensaci, e... RI-ME-TTI A - POSTO - LA CAN- DE- LA!!

Deva

Holly

Holly
"..Davvero pensi che non ti abbia capito..."

Lothlorien

Lothlorien
" Là dove tutto il mondo s'incontra in un solo nido"