domenica 15 aprile 2018


Che la notte passi …



La  voce stentorea dell'ispettore  Mainardi le stava urlando qualcosa nelle orecchie...
" Dottoressa Milani,  due ragazzini  hanno trovato un corpo sulla riva del fiume,  precisamente vicino alla confluenza dell' Oneglia con il Pieve, in Località Spino.  Il corpo si trovava tra le piante ... è una donna ... la aspettiamo qui . "
"  Va bene, arrivo .  Avete avvertito la Scientifica ? "
" Si,  stanno per arrivare "
Ecco fatto, serata andata a ramengo, qualsiasi cosa le fosse andata di fare .
Dopo aver nutrito la scodinzolante  Zoe ed averla coccolata un po', lasciando le luci accese  si chiuse la porta alle spalle.   Si infilò  una giacca impermeabile e  una pashmina leggera intorno al collo perché in aprile la sera  era ancora troppo fresca , mise in moto la sua Peugeot  bianca con  capote rossa e si diresse verso  Località Spino.
Con il  bluethoot avvisò Marianna che avrebbe avuto del lavoro imprevisto da sbrigare e  senza darle ulteriori spiegazioni declinò l'invito per la serata.
Parcheggiò  appena dopo il furgone della Scientifica, dove iniziava lo sterrato e si rivolse direttamente a Mainardi che le stava venendo incontro.   Era un omone di dimensioni ciclopiche, con una gran voce, ma dai modi gentil, l'aveva identificato come il GGG,  di roahldiana memoria.
"Allora cosa abbiamo ?"chiese
" Dottoressa la vede  anche lei, si tratta di una donna dall'apparente età di trent'anni, la scientifica sta facendo dei rilievi e c'è anche la patologa.   Là dietro ci sono i due testimoni del ritrovamento, sono due ragazzi, li abbiamo trattenuti perché maggiorenni entrambi . "
"Ok, va bene. ora ci parlo e li convoco per domani così adesso  li lasciamo andare eh! " disse Giuliana avvicinandosi alla riva del fiume.
 Il corpo era  supino  proprio dove l' Oneglia faceva un'ansa e rallentava un po' prima di gettarsi nelle acque turbolente del Pieve .  
La donna aveva gli occhi chiari aperti in un'espressione di doloroso stupore ed i  capelli lunghi e biondi, coperti di fango ed alghe di fiume.     Le gambe in acqua  leggermente mosse dalla corrente, i piedi nudi.   Indossava dei jeans ed una maglietta bianca.    Sembrava  approdata  sulle sponde di quel fiume dopo un  naufragio, cui non era sopravvissuta .
Naturalmente sarebbe stato necessario conoscere l'ora del decesso, perciò   Giuliana  si avvicinò  alla patologa di turno che era accovacciata a lato del corpo intenta ad  esaminarlo. Ma quella senza neanche guardarla le disse un po' seccata
" Dottoressa Milani lo sa che non posso pronunciarmi con esattezza adesso !
 Dovrà aspettare domani  per avere informazioni anche perché sembra sia stata in acqua per ore .       La morte potrebbe risalire anche a  ieri, forse, ma  avrà un resoconto dettagliato dopo l'autopsia. "
 E finendo di controllare altri parametri a vista si alzò e si diresse verso la sua automobile chiudendo ogni altro quesito in arrivo.
Il corpo  venne infine messo in una cassa metallica e trasportato in obitorio.
 Giuliana  si rivolse allora ai due ragazzi seduti sul tronco caduto di un albero. 
" L'avete trovata voi ?  " chiese
Il ragazzo aveva  capelli rossi e un'aria smarrita mentre la ragazza  sembrava meno intimorita . 
" Si . Ora ce ne possiamo andare a casa ? " disse il ragazzo con un filo di voce, come se avesse paura di svegliare qualcuno.
Si era fatto tardi ed avevano l'aria di essere stanchi più ancora che che  sconvolti dall'esperienza di aver trovato un cadavere.
" Se avete lasciato i vostri dati all'agente, direi di si.  Però domani  sarete convocati in commissariato per ulteriori informazioni . " 
" Ma abbiamo già detto tutto quello che sappiamo "  rispose la ragazza
"Lo so. Ma la testimonianza va verbalizzata  quindi direi che ci vediamo domani in mattinata.  Arrivederci ." 
E con questo  Giuliana li congedò.   I due montarono su di una Vespa azzurra e si allontanarono velocemente.
" A voi cosa hanno detto   i ragazzi ? " chiese Giuliana alzando lo sguardo su Mainardi.
Lui strizzò gli occhi e si grattò la barbetta ispida sul mento.
" Dopo aver telefonato in commissariato per avvertire del ritrovamento, non hanno più detto una parola.  Forse erano anche scioccati dal ritrovamento del corpo, non è cosa di tutti i giorni  da queste parti ."
Ormai l'aria fresca  della sera muoveva le fronde sulla riva del fiume, sempre presente e ormai quasi invisibile  ora che l'oscurità della sera  aveva preso piede.  Si  distingueva bene invece il rumore delle acque che confluivano le une nelle altre con una sorta di rombo, appena qualche decina di metri più in là.
Una vita si era conclusa e  testimone involontario  ne era stato forse  il fiume che scorreva del tutto indifferente alle vicende umane. Un teste senza parole .

 Il  giorno seguente avrebbero avuto le informazioni derivate dall'analisi autoptica,  ed intanto avrebbero cercato informazioni sull'identità della donna.   Forse qualcuno ne  aveva denunciato la scomparsa.  
 Aveva dato a Mainardi delle disposizioni per procedere con delle indagini di routine. Non c'era più tanto da fare al momento .
Arrivata a casa si era seduta e con una coperta di pile  addosso, si era sistemata sulla sdraio  in terrazza. Il  viso rivolto alle stelle, a liberare i pensieri. 




Che la notte passi …

III°


 Sembrava che la donna  morta sul greto del fiume non avesse legami in zona visto che dopo quasi quarantotto ore  nessuno ancora ne reclamava l'assenza.
Non avevano trovato nulla nelle tasche dei jeans,  alcun documento o altro che li portasse ad una identificazione, avevano confrontato le foto  della donna con altre  pervenute da questure limitrofe in modo da  capire se qualcuno altrove avesse fatto denuncia di scomparsa o fosse lei stessa già stata segnalata per qualche reato e ascritta nelle liste.
Anche le sue impronte per quanto possibile erano state confrontate, ma non sembravano trovare riscontro da nessuna parte e comunque la degenerazione aveva reso più difficile  del solito l'analisi.
Sul tavolo al centro della stanza da cui dirigevano le indagini solo le foto del cadavere e la cartella redatta dalla patologa. 
La  causa della morte era presumibilmente dovuta ad un colpo assestato con estrema violenza allo sterno che aveva procurato un forte trauma toracico con  schiacciamento del mediastino e conseguente arresto cardiaco.  Non si erano riscontrate altre fratture solo delle ecchimosi diffuse su braccia e gambe, forse dovute al trascinamento dell'acqua sui sassi del greto o ad una colluttazione.
La morte era sopraggiunta  subito , non aveva acqua nei polmoni, ma una forte emorragia interna. 

Sempre che la poveretta non fosse caduta  sopra ad un grosso sasso appuntito , buttandovisi con tutta la sua forza e senza mettere le mani avanti ...  poteva trattarsi di un  caso di  aggressione . 
Un'omicidio  forse  preterintenzionale, ma  infine il corpo era stato lasciato o buttato nel fiume e questo poteva essere ritenuto un'aggravante  come occultamento e/ o abbandono del corpo.
Giuliana aveva  affidato di nuovo compiti di ricerca sia sul territorio  sia sul web. Di giorno magari qualche altro particolare  sul luogo del ritrovamento si poteva trovare. Naturalmente aveva fatto chiamare  il capitano della Scientifica, per avere altre informazioni più dettagliate . 
Su tutto questo aleggiava, per il vicequestore Milani , una strana  sensazione come se non avessero colto l'essenziale, come se il buio non avesse mai lasciato trapelare nessuna luce sulla vicenda.
I due ragazzi  che avevano rinvenuto il cadavere ,convocati ed interrogati, non avevano fatto luce né dato ulteriori informazioni riguardo al caso. Così li avevano lasciati andare definitivamente.
Nonostante le indagini fossero state allargate anche alle altre  questure della provincia , fino al capoluogo,  sembrava che a nessuno importasse nulla di quella povera donna.  Possibile che fosse una straniera, così le ricerche si spostarono anche in quella direzione.

Un'altra notte,  ormai erano trascorsi sei giorni ed oltre ad  aver aperto un fascicolo per omicidio di ignota non si riusciva a procedere.   La mattina seguente avrebbero " congelato" il caso come irrisolto chiudendo così, almeno per il momento quel  capitolo di indagini senza risultato.





Che la notte passi …

IV°


Un'altra notte stava calando sulla città . Ormai erano trascorsi sei giorni ed oltre ad  aver aperto un fascicolo per omicidio  a carico di ignoti non si riusciva a procedere.   La mattina seguente avrebbero " congelato" il caso come irrisolto chiudendo così, almeno per il momento quel  capitolo di indagini senza risultato.
Giuliana era  a letto e siccome non riusciva a prendere  sonno, si alzò per farsi una tisana di
Passiflora. L' aveva comprata quel giorno  in erboristeria facendosi consigliare da Maurizio, uno degli amici della compagnia. Erano  alcuni giorni che faticava ad addormentarsi , ogni volta che provava a chiudere gli occhi le appariva il viso della donna sul greto del fiume .
Non era un tipo impressionabile, ma  il mistero sull'identità della vittima la disturbava parecchio.
Il doppio rintocco  delle campane della chiesa di San Gervasio  le  resero ben chiaro che ci voleva  altro che una tisana per riportarla ad una notte intera di sonno. Si alzò dal letto, nervosa , cercando nella scatola dei medicinali qualcosa che le avrebbe potuto far perdere i sensi per qualche ora, ma non ci trovò nulla .   Era una persona coscienziosa e salutista cosa diavolo pensava di trovare in casa?
A piedi nudi andò in cucina , aprì il frigo prese un gambo di sedano bianco e cominciò a rosicchiarlo.
Fu in quel preciso momento che avvertì come la presenza di qualcuno .  In casa però c'erano solo lei e Zoe, certo che non dormire bene cominciava a farle degli scherzi.  Pensò tra sé.
Ma quando lo schermo del computer si illuminò da solo, per un attimo sentì i brividi scorrerle lungo la schiena. Guardò se Zoe aveva avvertito qualcosa di strano, ma la cagnola dormiva beata a pancia all'aria muovendo ritmicamente un zampina.
Poi avvenne qualcosa,  che in futuro avrebbe deciso di non raccontare mai a nessuno per ragioni di sicurezza ….mentale.
All'inizio fu l'avviso sonoro di una mai che era arrivata.  Giuliana guardò istintivamente la pendola, si erano fatte le tre del mattino nel frattempo.
Aprì la mail, era  scritta in una lingua  che non riusciva a decifrare. Provò con il fantasioso traduttore di Google, ma la traslazione in italiano sembrava più che altro il delirio di uno schizofrenico .
Con il copia incolla riuscì infine a portare il messaggio su di un sito di traduzioni più serio e poi rilesse .
"Io sono Senjia  se mi capisci voglio parlare con te.   Non ho molto tempo, mi  devi credere so chi ha fatto male alla ragazza che hai trovato sulla riva del fiume, ma non so perché ."
Il mittente non era decifrabile, ma Giuliana provò a rispondere direttamente
" Sono pronta ad ascoltarti dove sei di preciso ?"
Silenzio. Per tutto il resto della notte non arrivarono altri contatti.

venerdì 30 marzo 2018

Una strana vicenda

III°

Nulla , il vuoto ...
apparentemente sembrava che la donna trovata morta sul greto del fiume non avesse legami in zona visto che, dopo quasi quarantotto ore,  nessuno ancora ne reclamava l'assenza.
Seduta alla scrivania nella stanza delle indagini, il vicequestore aggiunto Milani era consapevole di non saper bene più che direttive dare ai suoi collaboratori tanto la nebbia era fitta sul caso.
 Non avevano trovato nelle tasche dei jeans, né altrove alcun documento o altro che li portasse ad una identificazione... vagavano nel buio. 
L'agente scelto Angela Ferraris aveva confrontato le foto  della donna con altre  pervenute da questure limitrofe in modo da  capire se qualcuno altrove avesse fatto denuncia di scomparsa o fosse lei stessa già stata segnalata per qualche reato e ascritta nelle liste.
Anche le sue impronte per quanto possibile erano state confrontate, ma non sembravano trovare riscontro da nessuna parte e comunque la degenerazione aveva reso più difficile  del solito l'analisi.
Sul tavolo al centro della stanza da cui dirigevano le indagini solo le foto del cadavere e la cartella redatta dall'anatomopatologa. 
Il referto diceva che la  causa della morte era presumibilmente dovuta ad un colpo assestato con estrema violenza allo sterno che aveva procurato un forte trauma toracico con  schiacciamento del mediastino e conseguente arresto cardiaco.  Non si erano riscontrate altre fratture solo delle ecchimosi diffuse sulle braccia.
La morte era sopraggiunta  velocemente, non aveva acqua nei polmoni, ma una forte emorragia interna. 
Sempre che la poveretta non fosse caduta  sopra ad un grosso sasso, buttandosi con tutta la sua forza e senza mettere le mani avanti ...  poteva trattarsi di un  caso di  aggressione . 
Un'omicidio  forse  preterintenzionale, ma  infine il corpo era stato lasciato o buttato nel fiume e questo poteva essere ritenuto un'aggravante  come occultamento.
Giuliana aveva  affidato di nuovo compiti di ricerca sia sul territorio  sia sul web. Di giorno magari qualche altro particolare  sul luogo del ritrovamento si poteva trovare. Naturalmente aveva fatto chiamare  il capitano della Scientifica, per avere altre informazioni più dettagliate . 
Preferiva non chiamarlo di persona, visto che la loro breve storia si era interrotta alquanto bruscamente e senza tante spiegazioni dieci giorni prima.  La storica fidanzata del suddetto, di cui Giuliana ignora l'esistenza, ignara di qualsiasi tradimento in atto era semplicemente ritornata a casa dopo un periodo di stage in America .
Questo evento aveva segnato la fine della  relazione tra giuliana ed il Fedifrago.
Lei l'aveva presa male all'inizio, poi aveva dovuto confessare a se stessa che non gliene importava molto. Era abituata a vivere da sola e non si  era mai veramente innamorata di nessuno, tanto da cambiare la sua vita . 
Questo era quello che aveva creduto fino a quel momento ...

mercoledì 17 maggio 2017

Una strana vicenda




La  voce stentorea dell'ispettore Luciano Mainardi le stava urlando qualcosa nelle orecchie...

" Dottoressa Milani,  due ragazzini  hanno trovato un corpo sulla riva del fiume,     precisamente vicino alla confluenza dell' Oneglia con il Pieve, in Località Spino.  Si trovava tra le piante ... è una donna ... la aspettiamo qui . "
"  Va bene, arrivo .  Avete avvertito la Scientifica ? "
" Si,  stanno per arrivare "

Ecco fatto, serata andata a ramengo, ma tanto sarebbe stata come spesso accadeva a rimorchio del gruppo fino al momento di tornare a casa.
Dopo aver nutrito la scodinzolante  Zoe ed averla coccolata un po', lasciando le luci accese  si chiuse la porta alle spalle.  Si infilò  una giacca di panno e si mise una pashmina leggera intorno al collo , mise in moto la sua adorata Peugeot  bianca con la capote rossa e si diresse verso  Località Spino.
Parcheggiò  appena dopo il furgone della Scientifica, dove iniziava lo sterrato e si rivolse direttamente a Mainardi che la stava aspettando.   Era un omone di dimensioni ciclopiche, con una gran voce ,ma dai modi gentili.  Lei dentro di sé l'aveva identificato come il GGG,  di roahldiana memoria.

"Allora cosa abbiamo ?"
" Dottoressa la vede  anche lei, si tratta di una donna dall'apparente età di trent'anni, la scientifica sta facendo dei rilievi e c'è anche la patologa. Là dietro ci sono i due testimoni del ritrovamento, sono due ragazzi, li abbiamo trattenuti perchè maggiorenni entrambi . "
"Ok, va bene. ora ci parlo e li convoco per domani così li lasciamo andare eh! "

 Il corpo senza vita della giovane donna era messo  supino  proprio dove il fiume Oneglia faceva un'ansa e rallentava un po' prima di gettarsi nelle acque turbolente del Pieve .  
Aveva gli occhi chiari aperti in un'espressione di doloroso stupore ed i  capelli lunghi e biondi, coperti di fango ed alghe di fiume. Le gambe in acqua,  leggermente mosse dalla corrente, i piedi nudi.   Indossava dei jeans ed una maglietta bianca. Sembrava approdata  sulle sponde dell'Oneglia dopo aver galleggiato in acqua per un po'e la sua pelle aveva assunto un colore tendente al grigio.
Naturalmente sarebbe stato necessario sapere chi fosse e poi possibilmente l'ora del decesso. 
Giuliana Milani si avvicinò quindi alla patologa di turno che era accovacciata a lato del corpo intenta ad  esaminarlo. Ma quella senza neanche guardarla le disse un po' seccata

" Dottoressa Milani lo sa che non posso pronunciarmi con esattezza credo che dovrà aspettare le analisi del caso, e poi in queste condizioni. Alla larga diciamo che la morte potrebbe risalire a  ieri.   Non posso  aggiungere  altro, ma  avrà un resoconto dettagliato dopo l'autopsia. "
 E finendo di controllare altri parametri a vista si alzò e si diresse verso la sua automobile chiudendo ogni altro quesito in arrivo.
Il corpo della  donna venne infine messo in una cassa metallica e trasportato in obitorio.
 Giuliana  si rivolse allora ai due ragazzi seduti sul tronco caduto di un albero. 

" L'avete trovata voi ?  " chiese

Il ragazzo aveva  capelli rossi e un'aria smarrita mentre la ragazza che sembrava la meno intimorita . 

" Si . Ora ce ne possiamo andare a casa ? "

Era tardi ed avevano l'aria di essere stanchi più che  sconvolti dalla scoperta che avevano fatto.

" Se avete lasciato i vostri dati all'agente, direi di si.  Però domani  sarete convocati in commissariato per ulteriori informazioni . " 
" Ma abbiamo già detto tutto quello che sappiamo " rispose la ragazza. 
"Lo so. Ma la testimonianza va verbalizzata  quindi direi che ci vediamo domani in mattinata.  Arrivederci ." 

E con questo  Giuliana li congedò.   I due montarono su di una Vespa azzurra e si allontanarono velocemente.

" Hanno raccontato qualcosa i ragazzi ? " chiese Giuliana alzando lo sguardo su Mainardi.

Lui strizzò gli occhi e si grattò la barbetta ispida sul mento.

" Dopo aver telefonato in commissariato per avvertire del ritrovamento, non hanno più detto una parola.  Forse erano anche scioccati dal ritrovamento del corpo, non è cosa di tutti i giorni  da queste parti, per fortuna."

Ormai l'aria fresca  muoveva le fronde sulla riva del fiume  presente e invisibile,  ora che l'oscurità della sera  aveva preso piede.    Si  distingueva bene invece il rumore delle acque che confluivano le une nelle altre con una sorta di rombo, appena qualche decina di metri più a valle.
Una vita si era conclusa e  testimone involontario  ne era stato forse  il fiume che scorreva del tutto indifferente alle vicende umane. Un teste senza parole , ma con un suo linguaggio  tutto da interpretare .
 Si erano fatte le ventidue quando  Giuliana fece ritorno a casa. 
 Il mattino seguente dopo le informazioni derivate dall'analisi autoptica, avrebbero cercato informazioni sull'identità della donna e nel frattempo forse qualcuno ne  avrebbe denunciato la scomparsa.  
 Aveva dato a Mainardi delle disposizioni per formare un gruppo di lavoro, dando ad ogni agente un compito specifico da svolgere. Non c'era più tanto da fare al momento.
Arrivata a casa si era seduta, con una coperta di pile  addosso, sulla sdraio  in terrazza.
Il  viso rivolto alle stelle, a liberare i pensieri. 
L'indomani avrebbe avuto bisogno di una mente aperta, il solo modo che conosceva per affrontare un'indagine  che se lo  sentiva , sarebbe stata tutt'altro che  semplice.

lunedì 15 maggio 2017

Una strana vicenda




La giornata sembrava risolversi nel più tranquillo dei modi.
Riposti i fascicoli da firmare ed archiviate le solite pratiche, il vicequestore aggiunto Giuliana Milani alzandosi dalla sedia e raccolte le sue cose dalla scrivania, aveva buttato un occhio fuori dalla grande finestra aperta al terzo piano del palazzo della Questura.  
Si era involontariamente specchiata nel vetro della finestra aperta e si era osservata.
Quello che vedeva era una donna sportiva, né magra né grassa, con lunghi capelli castani appoggiati sulle spalle,un viso regolare  con qualche ruga e lentiggine sparse, occhi scuri e profondi.  Si riconosceva una qualità naturale e senza orpelli, di cui era consapevole e contenta. 
La luce dorata della sera avanzava inondando la città dei  suoi colori.
" Che meraviglia " disse tra sé  respirando profondamente tanto da sentire l'aria ambrata entrarle nei polmoni insieme ad una gioia sottile. Amava vivere intensamente  piccoli momenti e tenerseli stretti, istanti di corroborante magia, cui attingere nei periodi di buio.
 Questo pensava mentre scendeva le scale che l'avrebbero portata fuori .
.La  vita  scorreva senza troppe scosse da quando era stata trasferita in una piccola città  dove non accadeva praticamente nulla, ma che era circondata di bellezza, i fiumi , le colline e non troppo lontano anche il mare.
Il vicequestore che stava sostituendo era  fuori sede per un interminabile corso di aggiornamento e così l'intera responsabilità del commissariato di zona era sulle sue spalle non proprio tanto collaudate.. .
 Comunque non c'era stata nemmeno un'effrazione negli ultimi giorni, quindi  salutato  l'agente di guardia all'ingresso era finalmente uscita. 
La primavera sembrava decidersi solo ora a dare un segnale di arrivo, dopo molte giornate grigie e umide di pioggia.
Prima cosa portare Zoe, la sua pelosa, al parchetto a scorrazzare  poi avrebbe pensato a cosa fare dato che era venerdì sera.
 " Giù ci sei ti ? Ti ho chiamata  già due volte !   Segnati l'indirizzo  stasera cena di pesce  al     Merluzzo d'oro ... e  chiamami che andiamo insieme !  "
"Cavolo che nome ... del cavolo ! " pensò Giuliana
 E questo era solo  il primo messaggio, cui ne erano seguiti altri tre , sempre più incalzanti. Ora era un fatto che Giuliana non brillasse per entusiasmo e che bisognasse ogni volta insistere per farla smuovere.  Marianna convinta che la sua amica avesse iniziativa pari a zero, non la mollava con la pervicacia gentile di un'amica sincera, comunque  l'unica amica che  Giuliana avesse in città.
L'aveva conosciuta proprio al suo arrivo, perché lei era l'agente immobiliare che le aveva trovato casa. Una persona di quelle che si prendono a cuore i destini degli altri e se ne fanno coinvolgere.  
Giuliana era rimasta così contenta di quell'appartamentino  nel centro storico, con una terrazza panoramica da urlo, che dopo averne preso possesso  l'aveva invitata  a cena. Da quel momento avevano cominciato a frequentarsi.  
Marianna  aveva insistito per presentarle  un po' di gente, amici suoi di vecchia  e nuova data.   E se per Giuliana all'inizio era stato tutto troppo, alla fine si era sentita bene nel gruppo.
Nulla di impegnativo, giusto un po' di buona compagnia, in mezzo a loro c'era anche Giovanni...il fedifrago.
Zoe trotterellava intorno alle sue gambe, dopo aver corso a perdifiato dietro ad un grosso cane nero ed ora reclamava il suo pasto serale.    Giuliana la prese al guinzaglio e si incamminarono verso casa. 
Aveva una mezza idea  che una volta   buttata  sul  divano  non avrebbe più avuto voglia di alzarsi...  che scusa poteva mai trovare ?   
Un'occhiata al display improvvisamente illuminato e in un attimo  il trillo, tipo vecchio telefono a ghiera, partì ad un volume tale da farle quasi cadere il cellulare di mano.



martedì 20 settembre 2016

Famiglie ed altre calamità cap 5

Anche Leonardo era tornato dal campus nel Kibbutz e sembrava  pieno di entusiasmo .
Una delle prime cose che aveva detto era che aveva conosciuto un sacco di gente giusta e che..... si era convertito al buddismo. 
Ora non ci sarebbe stato niente di male se non avesse passato un mese in Israele e se suo padre non fosse di tradizione ebraica dai tempi di Re Salomone. Questa novità gettava il padre in un crepaccio di angosce, ma come....  il suo unico figlio maschio  debitamente circonciso e con una festa del Bar Mitzvah che era costata un occhio...diventato buddista dopo il kibbutz ? Con che faccia sarebbe potuto andare in sinagoga ora ?
La madre invece era contenta di aver di nuovo la famiglia riunita,  anche con qualche membro in più e non essendo per nulla osservante, anzi decisamente agnostica,  aveva accolto la novità con un' alzatina di spalle. Per lei il problema assoluto da risolvere era come far dileguare zia Claretta, non ne poteva più di correre a a servirla  ogni momento ed ad ogni sua perentoria chiamata.
Rex il bassotto, dalla sua visuale guardava tutti con attenzione , strana famiglia di umani gli era capitata. Dal basso verso l'alto le persone sembravano molto grandi ,ma alla fine assomigliavano un po' tutti a dei dondolanti Barbapapà. 
La sera avanzava a segnare l'epilogo di una giornata movimentata. Con i suoi colori dal rosso all'indaco sembrava voler invitare tutti a rilassarsi un po'.
In fondo il padre era riuscito a far traslocare la vecchia zia e riportata alle sue abitudini sembrava anche meno aspra.
La madre aveva preparato un arrosto che profumava di rosmarino ed alloro e sulla tavola Matilde ed Estelle stavano mettendo piatti e bicchieri... alla rinfusa..
Poteva essere una bella serata in famiglia, perchè no?
Sempre per quella legge di Murphy, oppure c'entrava la stella catorcio, ma poco prima che si mettessero a tavola , il campanello della porta cominciò a suonare con insistenza.
Da quel momento le cose presero ad andare con una velocità inaspettata. 
I vigili del fuoco fecero evacuare l'intero stabile in pochi minuti, il rischio di esplosione a causa di una fuga di gas sembrava imminente. Fecero un buon lavoro e tutti gli abitanti del palazzo furono fuori in poco tempo. convinsero la gente , che era riuscita a prendere solo poche cose con sè ad allontanarsi dall'isolato. 
La famiglia Bonvicini ed associati, Estelle ed il bassotto, decisero di andarsi a mangiare una bella pizza per far passare la paura e andarono alla pizzeria " da Ciro " , qualche isolato più in là.
E così quella sera di fine estate, mentre i Bonvicini ignari mangiavano contenti una pizza, arrivò improvviso alle loro orecchie un boato sordo che fece tremare i vetri della pizzeria.
Un'esplosione dovuta ad una  fuga di gas, inopinatamente aveva distrutto  il loro appartamento. Solo il loro sembrava aver avuto grossi danni.
La madre ricordava vagamente di aver visto zia Claretta armeggiare attorno ai fornelli prima di andarsene...accidenti!



Famiglie ed altre calamità cap 4

Il cielo di settembre quella mattina  aveva l'aspetto del latte cagliato, così pieno com'era di straccetti di nuvole . Il caldo agostano aveva lasciato finalmente il passo ad un'arietta frizzante ed in questo clima di fine stagione,  la famiglia Bonvicini si era ritrovata dopo le vacanze...dei figli. 
Davanti ad una tazza di caffè caldo, la madre, il padre e zia Claretta iniziavano un'altra giornata all'insegna dei musi lunghi, delle parole cadute nel vuoto e degli occhi levati al cielo.
Tutti e tre con  lo sguardo leggermente perso ad immaginare possibili vie di fuga...sì perchè anche zia Claretta non ne poteva più di quella convivenza .
In effetti quella donna non  mostrava alcun segno di gratitudine per essere stata accolta in casa dal figlio dl suo marito e se ne stava lì  con la sua gamba ingessata, tutta sdegnata ed infastidita .  E così era trascorso il mese di agosto.
La madre mise le tazze in lavastoviglie e fece cenno al padre che doveva parlargli a quattrocchi. 
" Non ti sembra il momento di riportare la Vecchia Ciabatta a casa sua ?"  sibilò la madre a voce bassa, una volta girato l'angolo .
" Ci stavo pensando anch'io, mio padre arriverà domani all'aeroporto di Malpensa, vado  a prenderlo e poi li porto a casa loro tutte e due ..."   aveva riposto il padre tutto di un fiato.
Ma, attenzione, le cose sembravano prendere pieghe inaspettate  quell'estate, come se la famiglia fosse sotto l'influenza di qualche stella di poco pregio.  Dare tutto per scontato...sarebbe stato una leggerezza.
C' era stato infatti,  il ritorno a casa di Matilde ed Estelle Ladoit, insieme. 
Il professore, uomo di larghissime vedute  nonchè padre francese della bella Estelle,  l'aveva cacciata di casa senza neanche darle modo di parlare subito dopo aver scoperto la sua scelta di genere . 
Matilde allora, era tornata a casa ben decisa a non permettere a nessuno di dire neanche una parola a riguardo ed annunciando che avrebbe diviso con lei la sua stanza . Quindi che problema poteva esserci ?
Aveva  lasciando ai suoi lo sgomento di dover accettare in velocità una situazione nuova ed insolita, giusto un attimo  prima di essere tacciati di omofobia , borghesismo palustre ed insensibiltà. 
Con un sorriso stirato avevano detto " Non c'è problema..."

mercoledì 7 settembre 2016

Famiglie ed altre calamità cap 3

La bomba lanciata senza scrupoli da Matilde fece una prima vittima innocente, Rex  il cane di casa, che quella sera nessuno portò a fare la passeggiata serale.  Ma un cane di pura razza  bassotta tedesca a pelo ruvido, non si perde d'animo facilmente ed alla mal parata decide di dare sfogo alle sue funzioni corporali sul tappeto afgano della sala. Anche per una questione di principio, era necessario dare una lezione ai suoi umani distratti e poco affidabili, si sentiva offeso . Ma una cacca nel salone non era nulla al confronto di quello che sarebbe successo di lì a poche ore il mattino seguente.
Dopo una notte passata a rimuginare il padre e la madre si ritrovarono in cucina alle sette e mezzo del mattino, davanti ad una tazza fumante di caffè. I capelli arruffati e le borse sotto gli occhi tradivano gli effetti di una notte insonne , la luce estiva che entrava chiara dalla finestra  li obbligava a strizzare gli occhi .  Nessuno dei due voleva iniziare a parlare, ma poi che cosa c'era da dire ?   Il suono improvviso del telefono risvegliò le coscienze e la madre andò a rispondere.
Diceva solo : "Si" , "Capisco",  "Si",  "O santo cielo!  "e poi dopo qualche secondo di silenzio ..." Va bene..." . 
Il punto di domanda che si era formato tra gli occhi del padre chiedeva una risposta.
La seconda moglie di nonno Cesare, zia Claretta, era caduta in casa durante la notte e si era rotta il femore.... gli unici a potersene occupare erano loro perchè  il nonno era in viaggio per il Sudamerica , da solo.
Zia Claretta, detta Vecchia Ciabatta dai suoi amorevoli nipoti, era la quintessenza dell'antipatia, era sorda e prepotente. 
Questo, in soldoni  significava  che le tanto sospirate vacanze slittavano a data da destinarsi,
Leonardo, nella sua grandissima capacità di farsi carico dei problemi famigliari, decise di partire il pomeriggio stesso, anticipando di una settimana la sua esperienza di vita in un kibbuz .
I suoi  genitori gliela  avevano organizzata  perchè lo aiutasse a capire  qualcosa della vita... qualunque cosa.

martedì 6 settembre 2016

Famiglie ed altre calamità cap 2

 In estate la città assume un'aria diversa e non soltanto perché la gente  partita per le vacanze lascia evidenti vuoti fisici  ma  per il ritmo che da un reggae forsennato sembra più diventare un bossa nova. Le persone corrono meno,e  guardandosi attorno scoprono quanto bella possa essere la loro città . E questo vale soprattutto per Milano, luogo ideale e  possibile dove vivere per la famiglia Bonvicini . Si può dire che su questo unico punto erano d 'accordo tutti.. Una sera di fine luglio a tavola dopo una cena che aveva richiesto alla madre un discreto impegno,al momento di spazzolarsi una macedonia fatta con tutti i crismi, Matilde decise che quello era il momento giusto per fare outing.

" Beh, è da un po' di tempo che vi volevo dire una cosa..ma ora è il momento giusto anche perchè domani parto per Ponza con Estèlle..."
" Cosa ci devi dire , guarda che lo sappiamo che vai in vacanza a ..." la interruppe  Leo sbafandosi la macedonia .
"Ma chi ... Estelle Ladoit, la figlia del tuo professore di francese ? " chiedeva distratta la madre, alzandosi per iniziare il rito dello sparecchio .
" Si , noi stiamo insieme da un po'...é la mia ragazza.. ."      Ma non riuscì a finire la frase perché il silenzio che si era creato attorno a lei sembrava avere sei occhi spaventosi, come quelli di un mostro a tre teste.
Quella notte il padre e la madre interrogarono a lungo le loro coscienze democratiche ed aperte e scoprirono onestamente che un bel residuo di pensiero borghese e nient 'affatto lungimirante allignava malignamente in loro. E così la notte fu lunga  piena di pensieri e zanzare.
Dal canto suo Leo, dopo averci pensato su ... diciamo trenta secondi, aveva formulato con una sintesi invidiabile non solo il suo pensiero, ma anche una possibile linea di condotta da seguire.
" Beh, ma alla fine sono affari tuoi sorellina... c'è del gelato? "  aveva detto.

martedì 12 luglio 2016

Famiglie ed altre calamità
Capitolo 1

Un pomeriggio senza sole in piena estate è come una cosa non finita.
Fa caldo ma non troppo sotto questo cielo grigio e la pioggia cade senza troppa convinzione . Prima due gocce poi il diluvio ,ma solo per 60 secondi e poi basta. Non  che lo scroscio non ti lasci completamente zuppa se ti becca alla fermata del tram, ma l'aria calda che ne segue ti asciuga tutto, tranne i capelli. E' uno di quei momenti in cui ti chiedi se la legge di Murphy ( ma chi cavolo è poi sto qua..)alla fine sia stata scritta su di te al punto che se non fossi nata a nessuno sarebbe venuta in mente… neanche a Murphy.  
Menomale che a casa ti aspetta la tua famiglia…
Che sia piccola , grande, allargata o semplicemente formata da due individui e dai loro parenti, la famiglia è un luogo dove le dinamiche psicotiche trovano un habitat quasi perfetto.
E' un groppo di stati emotivi dove spesso i limiti del buon senso vengono spazzati via dalla consanguineità…. Come un diritto divino ,il sangue travolge le rispettive linee di confine e così nessuno ha più una vita privata.
La Famiglia Bonvicini era la dimostrazione vivente di quanto queste teorie trovassero un conforto nella realtà…
Il padre, onesto lavoratore nell'ufficio amministrativo di una media azienda, era costantemente preoccupato dalle uscite selvagge di denaro dal conto corrente cui non riusciva a mettere un freno. La madre, insegnante senza incarico, praticamente casalinga, la cui vera professione era quella di cuscino anti urto tra i membri della family. Lavoro a cui si dedicava con perseveranza e sofferenze digestive varie. Una persona con buon intuito e fantasia potenzialmente annichilita dal menàge. Due figli: un ragazzo di 20anni Leonardo,  grande inventore di scuse spaziali, cui dedicava molto del suo tempo, per non entrare a pieno diritto nel mondo degli adulti. Nulla aveva valore per lui, almeno quel tanto da dedicarci un minimo  impegno . Quindi contestava la scuola, che "deliberatamente" non aveva finito perché era un "contesto di frustrati", contestava il lavoro che non gli permetteva di essere se stesso, ed il mondo intero per cui provava orrore.  Viveva la sua impasse con uno scontento micidiale da far scontare a chi gli stava più vicino, ovviamente.
Poi c'era Matilde, anni 18, che di problemi faceva collezione e quando finiva i suoi aderiva alle cause del mondo con passione rasentante la paranoia. Un'altalena di emozioni e passioni che viveva con tutta se stessa , soprattutto nel corpo. A volte era magra e triste, altre grassa…ma sempre triste .  Aveva letto  che le persone troppo allegre sono poco intelligenti  quindi preferiva sembrare allegra come la sacra sindone piuttosto che stupida. Capelli tinti di nero inchiostro e gli occhi ben segnati da un chilo di kajal.
Ultimo componente della famiglia era Rex ( quale originalità!)un bassotto leggermente schizzato, come quasi tutti bassotti.


Holly

Holly
"..Davvero pensi che non ti abbia capito..."

Lothlorien

Lothlorien
" Là dove tutto il mondo s'incontra in un solo nido"