mercoledì 17 maggio 2017

Una strana vicenda




La  voce stentorea dell'agente scelto Mainardi le stava urlando nelle orecchie...
" Ispettore Milani,  due ragazzini  hanno trovato un corpo sulla riva del fiume, precisamente vicino alla confluenza del Pieve con l' Onegra  in Località Spino.  Si trovava tra le piante ... è una donna ... la aspettiamo qui ? "
"  Va bene .  Avete avvertito la Scientifica ? "
" Si,  ispettore, stanno per arrivare "
" Non toccate niente.  Arrivo ."
Ecco fatto, serata andata a ramengo, ma tanto sarebbe stata, come spesso accadeva, a rimorchio del gruppo fino al momento di tornare a casa.
Chiuse casa velocemente.  Si infilò  nella sua adorata Peugeot  bianca con la capote rossa e si diresse verso  Località Spino.
Era arrivata appena dopo il furgone della Scientifica, parcheggiò dove finiva la  sterrata e si rivolse direttamente dall'agente Mainardi che la stava aspettando.   Era questi un omone di dimensioni ciclopiche,  con una gran voce  ma dai modi gentili.  Lei dentro di sé l'aveva identificato come il GGG,  di roahldiana memoria.
C'era, sulla riva,  il corpo senza vita di una donna  giovane, messo  supino  proprio dove il fiume Onegra faceva un'ansa e rallentava un po' prima di gettarsi nelle acque turbolente del Pieve .  
Aveva gli occhi aperti   in un'espressione quasi sorpresa ed i lunghi capelli coperti di fango ed alghe di fiume. Le gambe in acqua   leggermente mosse dalla corrente, i piedi nudi. Indossava dei jeans ed una maglietta che in origine poteva essere stata bianca. Sembrava fosse stata in acqua per qualche tempo prima di approdare senza vita sulle sponde dell'Onegra.
Per prima cosa bisognava sapere chi fosse quella poveretta  e possibilmente l'ora del decesso. 
 L'ispettore Milani si avvicinò quindi all'anatomopatologa di turno che era accovacciata a lato del corpo intenta ad  esaminarlo. Ma quella senza neanche guardarla le disse un po' seccata
"  Ispettore Milani credo che dovrà aspettare le analisi del caso, e poi in queste condizioni...       diciamo che la morte potrebbe risalire a questa mattina o  al massimo a ieri. Non posso    dire altro per ora. "
Il corpo della  vittima venne infine messo in una cassa metallica e trasportato in obitorio.
Solo allora Giuliana si accorse della presenza dei due ragazzini, che erano rimasti lì a guardare. 
" L'avete trovata voi vero?  " chiese
Un ragazzo dai capelli rossi ed una ragazza con le trecce, la vespa appoggiata ad un tronco caduto, si girarono verso di lei . 
 " Si . Ora ce ne possiamo andare a casa ?"
Avevano l'aria di essere stanchi più che  sconvolti dalla scoperta che avevano fatto.
" Se avete lasciato i vostri dati all'agente, direi di si.  Però domani  sarete convocati in commissariato per ulteriori informazioni . " 
" Ok" rispose laconica l ragazza. 
Ma il ragazzo aveva occhi duri e rispose  che quello che potevano dire lo avevano già detto all'agente.
"Lo so. Ma la testimonianza va verbalizzata" disse l'ispettore Milani e chiuse .
Montarono  tutti e due sulla vespa azzurra e si allontanarono senza correre.
" Strani 'sti ragazzi, no? " disse  Giuliana alzando lo sguardo su Mainardi.
 Lui strizzò gli occhi e si grattò la barbetta ispida sul mento.
" Dopo aver telefonato in commissariato per avvertire del ritrovamento, non hanno più detto una parola. Strani è dire poco...."
 Ormai l'aria fresca  muoveva le fronde sulla riva del fiume, presente e invisibile,  ora che l'oscurità della sera  aveva preso piede. Si  distingueva bene invece il rumore delle acque che confluivano le une nelle altre con una sorta di rombo , appena qualche decina di metri più a valle.
Una vita si era conclusa quel giorno, testimone involontario  ne era stato probabilmente   il fiume che scorreva del tutto indifferente alle vicende umane.
 Giuliana tornò a casa. Fino al mattino seguente  avrebbero cercato  informazioni sull'identità della donna, sperando di avere qualcosa di utile nel database.  Per poter  iniziare un'indagine  Giuliana sapeva che  sarebbe stato di aiuto  per esempio una denuncia   di  scomparsa .  Prima però aveva dato a Mainardi delle disposizioni per formare un gruppo di lavoro per la notte in commissariato.
Arrivata a casa si era distesa con uno scialle addosso sulla sdraio  in terrazza , la faccia rivolta alle stelle a liberare i pensieri. L'indomani avrebbe avuto bisogno di una mente aperta, il solo modo che conosceva per affrontare un'indagine  presumibilmente 
di omicidio .

lunedì 15 maggio 2017

Una strana vicenda





La giornata sembrava risolversi nel più normale dei modi, riposti i fascicoli da firmare ed archiviate le solite pratiche, l'ispettore, ora commissario in pectore,  Giuliana Milani alzandosi dalla sedia e raccolte le sue cose dalla scrivania, aveva buttato un occhio fuori dalla grande finestra aperta al secondo piano del palazzo. 
La luce dorata della sera avanzava inondando la città dei  suoi colori ...
" ...l'Occaso ! "  disse tra sé, mentre scendeva le scale che l'avrebbero portata fuori di lì.
La sua vita da single scorreva senza troppe scosse da quando era stata trasferita,  due anni prima in questa piccola città  dove non accadeva praticamente nulla.
 Il suo capo era momentaneamente fuori sede per un convegno di aggiornamento ed a lei era restata l'intera responsabilità del commissariato.  Ma appunto non c'era stata nemmeno un'effrazione negli ultimi giorni.
Salutata l'agente di guardia era uscita nell'aria fresca e piacevole della sera,  camminando velocemente verso casa. 
Prima cosa andare a prendere Zoe, la sua pelosa compagna di vita e portarla al parchetto a scorrazzare, poi avrebbe pensato a cosa fare dato che era venerdì sera.
- " Giù ci sei ti ? Ti ho chiamata  già due volte , segnati l'indirizzo , stasera cena di pesce  al ' Merluzzo d'oro'...   chiamami "
e questo era il primo whatsapp, cui ne erano seguiti altri tre , sempre di Marianna .
L'aveva conosciuta proprio al suo arrivo in città,  era l'agente immobiliare che le aveva trovato casa. Una bella persona di quelle che si prendono a cuore i destini degli altri e se ne fanno coinvolgere.    Giuliana era rimasta così contenta di quell'appartamentino  nel centro storico, con una terrazza panoramica da urlo,  che dopo averne preso possesso aveva invitato Marianna a cena.  Così da allora avevano cominciato a frequentarsi.  
Marianna  aveva insistito per presentarle  un po' di gente, amici suoi di vecchia  e nuova data.   
E se per lei all'inizio era stato tutto troppo, alla fine si era sentita bene nel gruppo. Nulla di impegnativo , giusto buona compagnia.  Giuliana non cercava altro.
Zoe trotterellava intorno alle sue gambe, dopo aver corso a perdifiato dietro ad un piccolo cane nero, ora reclamava il suo pasto serale. Giuliana agganciò il guinzaglio al collare . una volta tornate a casa sapeva che non avrebbe più avuto voglia di uscire...diciamo che al momento non era proprio entusiasta della location  del ristorante,  già il nome non deponeva proprio a favore .   
Un'occhiata al display illuminato del suo telefonino e si rese conto che doveva aver azzerato la suoneria, la alzò e proprio in quell'istante il trillo, tipo vecchio telefono a ghiera, partì ad un volume tale da farle quasi cadere il cellulare di mano.




martedì 20 settembre 2016

Famiglie ed altre calamità cap 5

Anche Leonardo era tornato dal campus nel Kibbutz e sembrava  pieno di entusiasmo .
Una delle prime cose che aveva detto era che aveva conosciuto un sacco di gente giusta e che..... si era convertito al buddismo. 
Ora non ci sarebbe stato niente di male se non avesse passato un mese in Israele e se suo padre non fosse di tradizione ebraica dai tempi di Re Salomone. Questa novità gettava il padre in un crepaccio di angosce, ma come....  il suo unico figlio maschio  debitamente circonciso e con una festa del Bar Mitzvah che era costata un occhio...diventato buddista dopo il kibbutz ? Con che faccia sarebbe potuto andare in sinagoga ora ?
La madre invece era contenta di aver di nuovo la famiglia riunita,  anche con qualche membro in più e non essendo per nulla osservante, anzi decisamente agnostica,  aveva accolto la novità con un' alzatina di spalle. Per lei il problema assoluto da risolvere era come far dileguare zia Claretta, non ne poteva più di correre a a servirla  ogni momento ed ad ogni sua perentoria chiamata.
Rex il bassotto, dalla sua visuale guardava tutti con attenzione , strana famiglia di umani gli era capitata. Dal basso verso l'alto le persone sembravano molto grandi ,ma alla fine assomigliavano un po' tutti a dei dondolanti Barbapapà. 
La sera avanzava a segnare l'epilogo di una giornata movimentata. Con i suoi colori dal rosso all'indaco sembrava voler invitare tutti a rilassarsi un po'.
In fondo il padre era riuscito a far traslocare la vecchia zia e riportata alle sue abitudini sembrava anche meno aspra.
La madre aveva preparato un arrosto che profumava di rosmarino ed alloro e sulla tavola Matilde ed Estelle stavano mettendo piatti e bicchieri... alla rinfusa..
Poteva essere una bella serata in famiglia, perchè no?
Sempre per quella legge di Murphy, oppure c'entrava la stella catorcio, ma poco prima che si mettessero a tavola , il campanello della porta cominciò a suonare con insistenza.
Da quel momento le cose presero ad andare con una velocità inaspettata. 
I vigili del fuoco fecero evacuare l'intero stabile in pochi minuti, il rischio di esplosione a causa di una fuga di gas sembrava imminente. Fecero un buon lavoro e tutti gli abitanti del palazzo furono fuori in poco tempo. convinsero la gente , che era riuscita a prendere solo poche cose con sè ad allontanarsi dall'isolato. 
La famiglia Bonvicini ed associati, Estelle ed il bassotto, decisero di andarsi a mangiare una bella pizza per far passare la paura e andarono alla pizzeria " da Ciro " , qualche isolato più in là.
E così quella sera di fine estate, mentre i Bonvicini ignari mangiavano contenti una pizza, arrivò improvviso alle loro orecchie un boato sordo che fece tremare i vetri della pizzeria.
Un'esplosione dovuta ad una  fuga di gas, inopinatamente aveva distrutto  il loro appartamento. Solo il loro sembrava aver avuto grossi danni.
La madre ricordava vagamente di aver visto zia Claretta armeggiare attorno ai fornelli prima di andarsene...accidenti!



Famiglie ed altre calamità cap 4

Il cielo di settembre quella mattina  aveva l'aspetto del latte cagliato, così pieno com'era di straccetti di nuvole . Il caldo agostano aveva lasciato finalmente il passo ad un'arietta frizzante ed in questo clima di fine stagione,  la famiglia Bonvicini si era ritrovata dopo le vacanze...dei figli. 
Davanti ad una tazza di caffè caldo, la madre, il padre e zia Claretta iniziavano un'altra giornata all'insegna dei musi lunghi, delle parole cadute nel vuoto e degli occhi levati al cielo.
Tutti e tre con  lo sguardo leggermente perso ad immaginare possibili vie di fuga...sì perchè anche zia Claretta non ne poteva più di quella convivenza .
In effetti quella donna non  mostrava alcun segno di gratitudine per essere stata accolta in casa dal figlio dl suo marito e se ne stava lì  con la sua gamba ingessata, tutta sdegnata ed infastidita .  E così era trascorso il mese di agosto.
La madre mise le tazze in lavastoviglie e fece cenno al padre che doveva parlargli a quattrocchi. 
" Non ti sembra il momento di riportare la Vecchia Ciabatta a casa sua ?"  sibilò la madre a voce bassa, una volta girato l'angolo .
" Ci stavo pensando anch'io, mio padre arriverà domani all'aeroporto di Malpensa, vado  a prenderlo e poi li porto a casa loro tutte e due ..."   aveva riposto il padre tutto di un fiato.
Ma, attenzione, le cose sembravano prendere pieghe inaspettate  quell'estate, come se la famiglia fosse sotto l'influenza di qualche stella di poco pregio.  Dare tutto per scontato...sarebbe stato una leggerezza.
C' era stato infatti,  il ritorno a casa di Matilde ed Estelle Ladoit, insieme. 
Il professore, uomo di larghissime vedute  nonchè padre francese della bella Estelle,  l'aveva cacciata di casa senza neanche darle modo di parlare subito dopo aver scoperto la sua scelta di genere . 
Matilde allora, era tornata a casa ben decisa a non permettere a nessuno di dire neanche una parola a riguardo ed annunciando che avrebbe diviso con lei la sua stanza . Quindi che problema poteva esserci ?
Aveva  lasciando ai suoi lo sgomento di dover accettare in velocità una situazione nuova ed insolita, giusto un attimo  prima di essere tacciati di omofobia , borghesismo palustre ed insensibiltà. 
Con un sorriso stirato avevano detto " Non c'è problema..."

mercoledì 7 settembre 2016

Famiglie ed altre calamità cap 3

La bomba lanciata senza scrupoli da Matilde fece una prima vittima innocente, Rex  il cane di casa, che quella sera nessuno portò a fare la passeggiata serale.  Ma un cane di pura razza  bassotta tedesca a pelo ruvido, non si perde d'animo facilmente ed alla mal parata decide di dare sfogo alle sue funzioni corporali sul tappeto afgano della sala. Anche per una questione di principio, era necessario dare una lezione ai suoi umani distratti e poco affidabili, si sentiva offeso . Ma una cacca nel salone non era nulla al confronto di quello che sarebbe successo di lì a poche ore il mattino seguente.
Dopo una notte passata a rimuginare il padre e la madre si ritrovarono in cucina alle sette e mezzo del mattino, davanti ad una tazza fumante di caffè. I capelli arruffati e le borse sotto gli occhi tradivano gli effetti di una notte insonne , la luce estiva che entrava chiara dalla finestra  li obbligava a strizzare gli occhi .  Nessuno dei due voleva iniziare a parlare, ma poi che cosa c'era da dire ?   Il suono improvviso del telefono risvegliò le coscienze e la madre andò a rispondere.
Diceva solo : "Si" , "Capisco",  "Si",  "O santo cielo!  "e poi dopo qualche secondo di silenzio ..." Va bene..." . 
Il punto di domanda che si era formato tra gli occhi del padre chiedeva una risposta.
La seconda moglie di nonno Cesare, zia Claretta, era caduta in casa durante la notte e si era rotta il femore.... gli unici a potersene occupare erano loro perchè  il nonno era in viaggio per il Sudamerica , da solo.
Zia Claretta, detta Vecchia Ciabatta dai suoi amorevoli nipoti, era la quintessenza dell'antipatia, era sorda e prepotente. 
Questo, in soldoni  significava  che le tanto sospirate vacanze slittavano a data da destinarsi,
Leonardo, nella sua grandissima capacità di farsi carico dei problemi famigliari, decise di partire il pomeriggio stesso, anticipando di una settimana la sua esperienza di vita in un kibbuz .
I suoi  genitori gliela  avevano organizzata  perchè lo aiutasse a capire  qualcosa della vita... qualunque cosa.

martedì 6 settembre 2016

Famiglie ed altre calamità cap 2

 In estate la città assume un'aria diversa e non soltanto perché la gente  partita per le vacanze lascia evidenti vuoti fisici  ma  per il ritmo che da un reggae forsennato sembra più diventare un bossa nova. Le persone corrono meno,e  guardandosi attorno scoprono quanto bella possa essere la loro città . E questo vale soprattutto per Milano, luogo ideale e  possibile dove vivere per la famiglia Bonvicini . Si può dire che su questo unico punto erano d 'accordo tutti.. Una sera di fine luglio a tavola dopo una cena che aveva richiesto alla madre un discreto impegno,al momento di spazzolarsi una macedonia fatta con tutti i crismi, Matilde decise che quello era il momento giusto per fare outing.

" Beh, è da un po' di tempo che vi volevo dire una cosa..ma ora è il momento giusto anche perchè domani parto per Ponza con Estèlle..."
" Cosa ci devi dire , guarda che lo sappiamo che vai in vacanza a ..." la interruppe  Leo sbafandosi la macedonia .
"Ma chi ... Estelle Ladoit, la figlia del tuo professore di francese ? " chiedeva distratta la madre, alzandosi per iniziare il rito dello sparecchio .
" Si , noi stiamo insieme da un po'...é la mia ragazza.. ."      Ma non riuscì a finire la frase perché il silenzio che si era creato attorno a lei sembrava avere sei occhi spaventosi, come quelli di un mostro a tre teste.
Quella notte il padre e la madre interrogarono a lungo le loro coscienze democratiche ed aperte e scoprirono onestamente che un bel residuo di pensiero borghese e nient 'affatto lungimirante allignava malignamente in loro. E così la notte fu lunga  piena di pensieri e zanzare.
Dal canto suo Leo, dopo averci pensato su ... diciamo trenta secondi, aveva formulato con una sintesi invidiabile non solo il suo pensiero, ma anche una possibile linea di condotta da seguire.
" Beh, ma alla fine sono affari tuoi sorellina... c'è del gelato? "  aveva detto.

martedì 12 luglio 2016

Famiglie ed altre calamità
Capitolo 1

Un pomeriggio senza sole in piena estate è come una cosa non finita.
Fa caldo ma non troppo sotto questo cielo grigio e la pioggia cade senza troppa convinzione . Prima due gocce poi il diluvio ,ma solo per 60 secondi e poi basta. Non  che lo scroscio non ti lasci completamente zuppa se ti becca alla fermata del tram, ma l'aria calda che ne segue ti asciuga tutto, tranne i capelli. E' uno di quei momenti in cui ti chiedi se la legge di Murphy ( ma chi cavolo è poi sto qua..)alla fine sia stata scritta su di te al punto che se non fossi nata a nessuno sarebbe venuta in mente… neanche a Murphy.  
Menomale che a casa ti aspetta la tua famiglia…
Che sia piccola , grande, allargata o semplicemente formata da due individui e dai loro parenti, la famiglia è un luogo dove le dinamiche psicotiche trovano un habitat quasi perfetto.
E' un groppo di stati emotivi dove spesso i limiti del buon senso vengono spazzati via dalla consanguineità…. Come un diritto divino ,il sangue travolge le rispettive linee di confine e così nessuno ha più una vita privata.
La Famiglia Bonvicini era la dimostrazione vivente di quanto queste teorie trovassero un conforto nella realtà…
Il padre, onesto lavoratore nell'ufficio amministrativo di una media azienda, era costantemente preoccupato dalle uscite selvagge di denaro dal conto corrente cui non riusciva a mettere un freno. La madre, insegnante senza incarico, praticamente casalinga, la cui vera professione era quella di cuscino anti urto tra i membri della family. Lavoro a cui si dedicava con perseveranza e sofferenze digestive varie. Una persona con buon intuito e fantasia potenzialmente annichilita dal menàge. Due figli: un ragazzo di 20anni Leonardo,  grande inventore di scuse spaziali, cui dedicava molto del suo tempo, per non entrare a pieno diritto nel mondo degli adulti. Nulla aveva valore per lui, almeno quel tanto da dedicarci un minimo  impegno . Quindi contestava la scuola, che "deliberatamente" non aveva finito perché era un "contesto di frustrati", contestava il lavoro che non gli permetteva di essere se stesso, ed il mondo intero per cui provava orrore.  Viveva la sua impasse con uno scontento micidiale da far scontare a chi gli stava più vicino, ovviamente.
Poi c'era Matilde, anni 18, che di problemi faceva collezione e quando finiva i suoi aderiva alle cause del mondo con passione rasentante la paranoia. Un'altalena di emozioni e passioni che viveva con tutta se stessa , soprattutto nel corpo. A volte era magra e triste, altre grassa…ma sempre triste .  Aveva letto  che le persone troppo allegre sono poco intelligenti  quindi preferiva sembrare allegra come la sacra sindone piuttosto che stupida. Capelli tinti di nero inchiostro e gli occhi ben segnati da un chilo di kajal.
Ultimo componente della famiglia era Rex ( quale originalità!)un bassotto leggermente schizzato, come quasi tutti bassotti.


martedì 8 marzo 2016

Eccomi qui, a rinnovare una promessa che avevo dimenticato chissà dove. Avevo promesso a me stessa di non lasciar mai andare in cavalleria l'occasione di mettere per iscritto le evoluzioni e giravolte della mia quotidiana lotta contro demoni vari...ma non ci sono proprio riuscita.
 Sono 2 anni che non mi affaccio a questo spazio e, a dirla tutta, chi ci ha rimesso qualcosa sono stata solo io...
Quindi,riprendendo il filo dei pensieri lasciati a decantare in questo blog, sono nuovamente i rapporti interpersonali e le dinamiche di relazione quelle che più di ogni altra cosa ci spingono verso il basso o ci accompagnano  nel nostro travaglio quotidiano.   Personalmente ho smesso da tempo di considerare i miei principi come  assoluti ed inderogabili, se è vero che viviamo in una  società fluida ,come dice bene Bauman, è altrettanto verosimile  che fluide lo siano anche le individualità che la compongano , per la proprietà transitiva.    Ed è così che vedo vivere la gente che mi circonda, ed io stessa, come se la relatività delle situazioni avesse spianato qualsiasi contrafforte cui appigliarsi. In pratica va bene tutto, basta restare a galla...beh,forse  è un modo di sopravvivere anche questo.
Non sono felice in questa dimensione, mi manca il lavoro, mi manca l'attesa,mi mancano i risultati...
E mi manca la sensazione di aver raggiunto un obiettivo e di potermelo godere in quanto vittoria e soddisfazione .  Nulla, semplicemente non c'è tempo , si deve velocemente passare a qualcos'altro. Vogliamo poi parlare della "Lotta"?  Parola di grande significato e forza nei miei anni giovanili, ora sembra ridursi a dei clichè, divisa in mille piccole battaglie ,di cui non riusciamo quasi mai a conoscere l'esito.
Perchè si passa ad altro argomento con la velocità della luce. Il tempo urbano ci trascina in un mulinello di date, senza soluzione di continuità, durante il natale, i primi accenni del carnevale che incomberà di lì a poco. Poi è la volta delle uova pasquali e via verso il ferragosto... Uffa.

Holly

Holly
"..Davvero pensi che non ti abbia capito..."

Lothlorien

Lothlorien
" Là dove tutto il mondo s'incontra in un solo nido"